Gli Etruschi: quando il falso rende celebre l’originale.

Gli Etruschi: quando il falso rende celebre l’originale.

C’è a Tarquinia un luogo unico al mondo: antico eppure nuovo, falso eppure vero, creato per essere usato dai morti ed ammirato dai vivi; si tratta di una necropoli etrusca composta da una decina di tombe dipinte, interamente scavata nel cuore della roccia. Ma la sua vera particolarità è questa: è completamente falsa, realizzata da Omero Bordo, passato da re dei tombaroli a raffinato falsario di arte etrusca. Grazie alla sua abilità e alla profonda conoscenza dei materiali, ha permesso che il falso rendesse.

Negli anni ’60 i tombaroli fecero la loro fortuna depredando tombe per rivenderne il contenuto a collezionisti con pochi scrupoli. Omero Bordo, stanco di passare il proprio tempo a scavare, decise che era più semplice vendere agli amatori i vasi falsi. Allestiva le tombe già violate e svuotate con oggetti falsi, e dava al malcapitato acquirente il brivido della scoperta archeologica. Divenne così abile nella riproduzione delle reliquie da rendere difficile anche per i più rinomati esperti comprendere la differenza tra il vero e il falso.

Dopo anni di esperimenti e di studi, scoprì il segreto dell’impasto arcaico e le antiche tecniche di fabbricazione dei vasi e dei bronzi etruschi. La Sovraintendenza, non potendolo arginare, decise di ingaggiarlo. Nel 1971, in uno scavo autorizzato, ritrovò la Tomba delle Pantere, al momento l’unica e più antica testimonianza tarquiniese della pittura funeraria di età etrusca.  

I falsi diventano arte

Le opere di Omero Bordi sono talmente numerose che si ritrovano in molti grandi musei europei. Alcuni hanno ammesso con nonchalance di essere stati truffati ed ora espongono i vasi di Omero con sotto il suo nome in targhetta (il museo svedese di Malmoe ad esempio). Altri invece non se ne diedero mai per inteso e ancora spacciano i suoi vasi per veri (il Louvre, fra gli altri).

Omero Bordo non fu certo il solo a fare del falso dell’arte etrusca una professione. Prima di lui la “premiata ditta Riccardi” realizzò una serie di guerrieri etruschi, una grande testa e una gigantesca statua di Marte. A partire dal 1933 queste opere sono tutte state esposte al Metropolitan Museum di New York. Nel Febbraio del 1961 il Museo ha dichiarato che si trattava di falsi, scoperti come tali dopo una serie di analisi e la confessione, corredata dal pollice mancante del vecchio guerriero, di Alfredo Fioravanti, uno dei membri della banda.  

In seguito, anche Massimiliano Bordo si è reso protagonista di una truffa. Il figlio di Omero ha infatti venduto ad una famiglia romana vasi etruschi finti per un valore di 600 mila euro. I reperti erano realizzati secondo i segreti appresi dal padre. L’impasto conteneva polveri provenienti dalla macinazione di frammenti ceramici autentici d’epoca e successivamente invecchiati attraverso l’irradiazione all’interno di macchinari ospedalieri normalmente utilizzati per la radioterapia.

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