Le Nozze di Cana: un dipinto, due sale grazie al 3D

Le Nozze di Cana: un dipinto, due sale grazie al 3D

Le Nozze di Cana, celebre opera del Veronese, per anni è stata oggetto di contese internazionali. L’originale, esposto in Francia, al Louvre, è stato sottratto alla città di Venezia durante le campagne napoleoniche a fine ‘700. Grazie alla tecnologia, oggi possiamo però ammirare l’opera anche nella città lagunare, nel refettorio per il quale era stata inizialmente progettata a metà del Cinquecento: scansione e stampa 3D hanno permesso infatti di ricreare il dipinto perfettamente identico all’originale in ogni dettaglio, dai colori allo spessore delle pennellate.

Le Nozze di Cana, la storia di un’amicizia

Nel 1562 i monaci benedettini del monastero dell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia commissionarono a Paolo Caliari, noto con il nome di Veronese, la decorazione della parete inferiore del loro refettorio. La struttura era stata progettata dal celebre architetto vicentino Andrea Palladio, che era molto amico del Veronese. Il pittore, nel realizzare Le Nozze di Cana, non solo rispettò le proporzioni e le decorazioni che l’amico architetto aveva concepito per la sala, ma le fece letteralmente “entrare” nella sua opera. Alcune parti dell’impianto decorativo della sala continuavano, infatti, idealmente nel dipinto: obiettivo del pittore era che la sala non finisse con la parete, ma continuasse all’interno dell’opera.
Il Veronese studiò quindi le angolazioni della luce e delle ombre nel quadro affinché corrispondessero perfettamente all’illuminazione delle finestre presenti nel refettorio. Ogni elemento dell’opera era dunque in perfetta armonia con la sala, come se avessero bisogno l’una dell’altra per esaltare la loro bellezza.

Il dipinto stampato in 3D

scanner 3D

Circa due secoli dopo la sua realizzazione, le truppe napoleoniche spezzarono l’armonia di questo bellissimo dipinto, facendone bottino di guerra. Arrivata in Francia, l’opera venne esposta al Louvre, nella parete esattamente di fronte alla “Monna Lisa” di Leonardo da Vinci, e da li non si mosse mai più.
I tentativi di riportarla alla sua sede originaria furono del tutto inutili, ma più di duecento anni dopo, nel 2006, accadde qualcosa di straordinario. La fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con la Factum Arte di Adam Lowe, ottenne il consenso dal Louvre per eseguire una scansione digitale dell’opera al fine di eseguirne una riproduzione 3D di straordinaria qualità.
La riproduzione così realizzata è oggi visibile nel refettorio del monastero dell’Isola di San Giorgio Maggiore, lì dove il Veronese l’aveva originariamente concepita.

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