Il poliuretano: materiale d’innovazione

Il poliuretano: materiale d’innovazione

Negli anni ’60 del Novecento l’arte moderna si distingue per una costante ricerca di nuovi materiali artistici per creare opere complesse. Tra i materiali innovativi emerge il poliuretano, che entra presto nelle creazioni di un gran numero di artisti.
Con il termine poliuretano si intende una grande classe di materiali polimerici con la stessa catena di base. Oltre ad essa sono aggiunti additivi che danno diverse caratteristiche. Normalmente i poliuretani si utilizzano in campo industriale,  dato che risultano molto versatili sia per strutture morbide sia per strutture rigide. Nel primo gruppo rientrano i materassi e gli isolanti mentre nel secondo rivestimenti di vari oggetti (es. il frigo) o vernici.

Questa versatilità lo ha eletto come uno dei materiali d’innovazione più sfruttati nell’arte moderna e contemporanea. L’opera d’arte si fa carico di un nuovo messaggio racchiuso non solo nelle sue forme, ma anche e soprattutto nei materiali con cui viene costruita.  L’artista moderno ricerca espressioni nuove dentro soggetti che molte volte appaiono banali e quindi li amplifica presentandoli attraverso materiali del tutto fuori dal comune. Il poliuretano viene sfruttato sia nella sua struttura morbida sia in quella più rigida, sia sotto forma di pitture resistenti e lucide.

Oldemburg e Cèsar

Tra gli anni ’60 e ’70 sono tanti gli artisti internazionali che iniziano a sperimentare con la schiuma poliuretanica. Uno dei più importanti Artisti Pop, Claes Oldemburg, utilizza la gomma piuma in alcune sculture soffici delle serie The store e Lunch Box. Queste opere rappresentano cibi comuni come coni gelato, hamburger o frutta, ma con dimensioni più grandi per enfatizzare il consumismo dell’epoca moderna. Attraverso l’uso di un materiale soffice, Oldemburg vuole rompere i legami con la concezione di solidità tipica della scultura classica che si erge contro la forza di gravità; qualità che le sculture costituite principalmente da gommapiuma automaticamente perdono.

Un altro interessante utilizzo dei poliuretani nell’arte è dato dalle opere di César Baldaccini, artista francese del Nouveau Réalisme. César sfrutta la capacità del poliuretano espanso di aumentare il proprio volume in pochi minuti espandendosi senza uno schema preciso nello spazio. Nasce così la serie delle Espansioni, performance che vengono proposte dinanzi ad un pubblico entusiasta in giro per il mondo. Le colate di poliuretano hanno libertà di prendere la loro forma e a volte si stendono su altri oggetti per creare nuovi effetti. Successivamente le schiume sono ricoperte con vari strati di resina o lacca lucida rendendole rigide.

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Poliuretano all’italiana

Anche in Italia molti artisti contemporanei scoprono e apprezzano il poliuretano. Nello stesso periodo, Pietro Gilardi, artista torinese, espone in tutto il mondo i suoi Tappeti-Natura.

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Queste opere sono realizzate in poliuretano espanso, di consistenza molto morbida. Successivamente Gilardi li dipinge con una miscela a base di lattice di gomma di sua invenzione per proteggere il poliuretano dal degrado dovuto alla luce. L’artista in un’intervista rilasciata a Collezione da Tiffany dice di aver pensato ai Tappeti-Natura come dei veri e propri tappeti utilizzabili dai proprietari. Quindi per forza dovevano avere consistenze e dimensioni adeguate a rientrare nello spazio casalingo.

Proprio con lo stesso intento viene creato nel 1971 un oggetto di design che è presente in moltissimi musei di arte moderna: il Pratone. Progettato da Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso, e successivamente prodotto dall’azienda italiana Gufram, il Pratone consiste in un vero e proprio pezzo di prato ingrandito costituito da poliuretano espanso rivestito da vernice verde. Il materiale e la sua figura lo rendono ideale per accogliere le sedute degli ospiti, che si possono appoggiare comodamente ai grossi steli.

Un ultimo interessante utilizzo del poliuretano espanso si può osservare nelle opere di Loris Cecchini. Proprio come Oldemburg, l’artista milanese riproduce oggetti quotidiani per evidenziare i lati negativi di una società iperconsumistica. Cecchini tuttavia si discosta dalla sofficità ricoprendo la schiuma con paraffina bianca, rendendo gli oggetti rigidi. Un esempio è quello del radiatore apparentemente molle, ma che in realtà risulta duro al tatto.

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