Rivelare le opere d’arte ai non vedenti con la tecnologia 3D

Rivelare le opere d’arte ai non vedenti con la tecnologia 3D

Anche i non vedenti potranno “vedere” l’arte, grazie alla tecnologia 3D. Toccare le opere d’arte è un’esperienza rivoluzionaria, oggi resa possibile grazie allo sviluppo di nuove tecnologie. Sono molte le aziende che sviluppano progetti per rendere i dipinti più famosi blind friendly, ovvero accessibili alle persone prive di vista o ipovedenti. I musei e le gallerie d’arte di tutto il mondo stanno mettendo a disposizione le loro opere affinché vengano stampate in 3D. Non solo i non vedenti, ma anche le persone e i bambini potranno così godere di queste opere non solo con gli occhi, ma anche con altri sensi.

Come funziona la tecnologia

Attraverso un software specifico viene eseguita una scansione digitale dell’opera bidimensionale. Il programma elabora poi i dati e ne riproduce una versione 3D. Con questo sistema è possibile mantenere le dimensioni, la profondità e la texture dipinte nell’opera. L’opera può essere anche stampata tenendo conto delle cromie originali. L’idea è quella di esporre le opere 3D accanto a quelle originali.

Riprodurre le opere per i non vedenti con il 3D

L’azienda 3DPhotoworks, come ha dichiarato il fondatore e fotografo Jhon Olsen, ha l’obiettivo di rendere l’arte alla portata dei 285 milioni di persone cieche o ipovedenti. L’idea stessa e la messa a punto del processo hanno richiesto circa sette anni. Ora il progetto sta raccogliendo fondi per ingrandirsi e migliorare la tecnologia di stampa (qui la pagina Kickstarter).

Questo progetto ha già reso l’arte accessibile ai non vedenti convertendo in 3D i capolavori di Leonardo da Vinci la Monna Lisa e il Ritratto del dottor Gachet di Vincent Van Gogh. Il prossimo passo a cui stanno lavorando è quello di scansionare e riprodurre in 3D anche le opere fotografiche.

persone che ammirano un'opera al museo

Con la tecnologia 3D sarà possibile sdoganare la prima regola dei musei: “guardare ma non toccare”. Questo non solo annullerebbe la distanza tra l’osservatore e le opere d’arte, ma la renderebbe alla portata anche di chi non la può guardare.

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