Tempera a uovo, l’artificio che non ammuffisce

Tempera a uovo, l’artificio che non ammuffisce

Per secoli la tempera è stata preparata come miscela di colori in polvere e rosso d’uovo o colle animali. Protagonista di questa tecnica è l’uovo, apprezzato per le sue caratteristiche di matericità e resistenza.
È incredibile come un elemento apparentemente deperibile come questo, sia invece uno dei leganti pittorici più efficienti in natura. Diversi studi scientifici hanno spiegato che la sua forza risiede nella particolare composizione lipidica e proteica, che l’ha reso essenziale nella storia dell’arte fino ai giorni nostri. Non tutti sanno che, nonostante le innovazioni tecniche del settore, qualche artista sceglie ancora di preparare la miscela in casa.

Tempera a uovo: il segreto del successo

Prima dell’avvento della pittura in tubetto industriale, i colori venivano venduti come pigmenti in polvere e l’ uovo era uno degli elementi più utilizzati per preparare le miscele con cui si dipingeva.
A rendere l’uovo così performante è il tuorlo, che grazie all’alto contenuto di lipidi, dà luogo alla formazione di un film pittorico che possiede ottime proprietà meccaniche quali adesione, coesione e flessibilità . A queste si aggiungono proprietà ottiche, come la bassa tendenza all’ingiallimento nel corso del tempo. La frazione lipidica dona inoltre un buon potere plastificante con ottime caratteristiche idrorepellenti e irreversibili. La parte proteica, invece, fornisce un’altra caratteristica peculiare della pittura a tempera: la matericità.

Origine e storia della tempera

A seconda del periodo storico, “tempera” ha assunto significati diversi, facendo riferimento a tecniche e miscele altrettanto diverse, accomunate però sempre dalla presenza di un componente proteico. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 le più rinomate fabbriche di colori hanno iniziato a produrre colori a tempera in tubetto, con formulazioni decisamente più complesse rispetto a quelle delle origini (pare che i primi esempi risalgano al periodo etrusco).
Quanto alla pittura a uovo, in Italia ha raggiunto la sua massima fioritura nel Rinascimento, per cedere poi il testimone alla pittura ad olio. Tra gli artisti che non l’hanno mai abbandonata neanche nei secoli successivi c’è Giorgio De Chirico, che l’ha utilizzata in molte sue opere, dedicandole perfino un trattato:Pro tempera oratio” (1923).

Pillole di scienza

uova

La composizione proteica dell’uovo è molto complessa. L’uovo è costituito principalmente da proteine, cioè polimeri di amminoacidi legati tra di loro attraverso legami covalenti. Il tuorlo di fatto è un’emulsione (dispersione di due fasi insolubili) tra una frazione lipidica e una soluzione acquosa colloidale contentente le proteine.

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